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Dipendenza dall'internet: risorse (Le pagine di riferimento di questo testo
redatto da C.Almansi nel 2006 le cui url sono divenute obsolete, sono
ricavate da web.archive.org,
ndr. nov 2009) Contesto Questa pagina nasce da una serata animata da ADISI sul tema della dipendenza dall'internet, con i genitori degli allievi delle scuole medie di Breganzona e Massagno, alla Scuola Media di Breganzona il 21 febbraio 2005. La serata si iscriveva in un ciclo dedicato alle dipendenze, da sostanze e non. Alla SMe Breganzona, gli allievi avevano partecipato ad atelier sulla dipendenza in generale, creando interessanti "mappe cognitive" sulla loro percezione del problema, che abbiamo potuto vedere prima della serata. Avevamo comunque preparato una presentazione "a geometria variabile", vale a dire con alcuni punti secondo noi salienti, ma la cui gerarchia e il cui ordine sarebbero stati determinati dalle domande dei genitori. Questa forma fluida ci ha permesso di integrare i lavori degli allievi nell'introduzione della serata. In effetti, c'era una congruenza tra questi lavori e i punti che avevamo pensato di trattare: ad esempio giochi, messenger e chat. Per facilitare la formulazione delle domande, abbiamo distribuito un questionario elaborato da Kimberley Young, tra i primi ricercatori ad interessarsi della dipendenza dall'internet, mirato a permettere ai genitori di identificarne i segni nei figli. Il questionario era stato tradotto in italiano da Claude Almansi e Adelina Crucitti, ma intenzionalmente non adattato alla realtà ticinese: speravamo nelle reazioni che avrebbero suscitato le eventuali discrepanze con la realtà americana cui si riferiva il questionario, e così è stato. Inoltre, non disponevamo comunque di dati precisi sulla dipendenza dall'internet nel Canton Ticino. Dalla discussione sono emerse due conclusioni: 1. Le possibilità offerte dall'internet non sono, di per sé, né buone né cattive: i giochi possono rafforzare le capacità di ragionamento – oppure diventare un'ossessione. Messenger, la chat e le altre forme di internet interattivo possono facilitare la comunicazione per i più timidi, essere validi strumenti di studio – oppure far perdere la nozione del tempo, o venire utilizzati come soluzione di facilità (passarsi i compiti) 2. Non esistono parametri quantificabili in assoluto per definire la differenza tra uso normale e dipendenza: questo vale per l'internet, come per le altre dipendenze non da sostanze. La dipendenza si rivela nelle differenze rispetto al comportamento precedente della persona e, specie nel caso dei minorenni, rispetto alle norme di comportamento che vigono in famiglia. Ringraziamo Fabrizio Buletti, direttore della SMe di Breganzona, per l'ospitalità, i genitori delle SMe di Breganzona e Massagno per la loro partecipazione e i loro contributi così interessanti, e Mandy Thorpe, per l'illustrazione originale che ci ha permesso di utilizzare nel manifesto della serata. Dipendenza dall'internetPresentazione powerpoint di Scuoladecs sulla prevenzione delle dipendenze. Generale, con alcune diapositive sulle dipendenze non da sostanze. Purtroppo, le risorse specifiche sulla dipendenza dall'internet sono soprattutto in inglese: Questionario di Kimberley Young per aiutare i genitori ad identificare un'eventuale dipendenza da internet nei figli (vedi "Contesto" sopra; metteremo la traduzione italiana online quando riceveremo l'autorizzazione dell'autrice). Vedi anche, in generale, il suo sito, Net Addiction, e, per altri questionari, la pagina resources. Pagina sui sintomi della dipendenza dall'internet di Addictions.org. Mentalhelp.net:pagine su sintomi e trattamento della dipendenza dall'internet. La American Psychology Association dedicava già nel 1996 una pagina alla dipendenza dall'internet. Cyberaddictiction: per la parte "Top 10 Signs You're Addicted to the Net" ;-) GiochiRole-Playing and Multi-player Computer Game Addiction – Dipendenza da giochi computerizzati di ruoli con più giocatori". Chalk and Technology Talk..Creating Learning Landscapes – "Conversazioni su gesso e tecnologia: creare dei paesaggi di apprendimento". Blog (diario online) di Bonnie Bracey, formatrice di insegnanti, non tanto alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, quanto a come ripensare l'insegnamento in funzione delle possibilità aperte da queste tecnologie. E siccome tra queste possibilità ci sono i giochi, ne esplora a più riprese il potenziale educativo nel suo blog. Messenger, chat, internet interattivo
Center
for a Safe and Responsible
Internet Use – L'internet per imparareDiamo qui una selezione soggettiva, vale a dire una lista delle risorse più utilizzate da ADISI in questo campo. Se l'internet può diventare oggetto e/o mezzo di ossessione, portando alla dipendenza, è anche uno stupendo strumento per imparare. Liste di discussione (listservs, mailing-lists)WWWEDU, "lista di discussione sul Web e la formazione. Fondata da Andy Carvin nel 1994, WWWEDU è la più antica lista di discussione dedicata all'uso del Web nella formazione." L'archivio è munito di motore di ricerca interno. I temi vanno da risorse specifiche per una data materia, ai metodi di insegnamento e agli strumenti utili per progetti innovativi Instructional Technology Forum – progetto comune della University of Georgia, Athens (USA), e della University of South Alabama (USA). Quando i programmatori, webdesigner e responsabili informatici di scuole e università si interrogano sulla psicologia dell'apprendimento, sulla motivazione per imparare, il risultato è spesso illuminante. Più per insegnanti e ricercatori che per gli studenti, però. L'archivio di Instructional Technology Forum è munito di motore di ricerca interno. Net-Gold, creato da David P. Dillard e Don Leon (all'inizio si chiamava NetGold, senza trattino). Dalla descrizione del gruppo: "NetGold è un gruppo di discussione con un obiettivo preciso: la condivisione tra i suoi membri di risorse importanti, informativi e utili presenti sull'internet, e a volte di tipo diverso, per l'apprendimento e il miglioramento dei saper fare". David P. Dillard è bibliotecario alla Temple University, e uno specialista riconosciuto della biblioteconomia dell'internet: di conseguenza, le sue descrizione sono sempre molto rigorose, e anche se non impone lo stesso rigore professionale agli altri, alla lunga, fa scuola. Le tematiche sono molto varie, ma l'archivio è munito di un motore di ricerca interno. Esiste anche uno specchio (una copia) dell'archivio. Siti e blog (diari online)Chalk and Technology Talk..Creating Learning Landscapes di Bonnie Bracey, già citato nella sezione Giochi , sopra. Ripetuto qui per la lista di link educativi che offre sulla destra. Vedi anche, sul sito di ADISI, Siti segnalati da Bonnie Bracey . George Lucas Education Foundation: Sì, proprio il George Lucas di "Guerre Stellari". Si annoiava a scuola, allora ha deciso di dedicare parte di quanto ha guadagnato con i film a incoraggiare il rinnovamento dell'insegnamento. È anche possibile abbonarsi a Edutopia News, la rivista della Fondazione. L'abbonamento è gratuito, e le risorse e descrizioni di progetti sono ricchissime. Kindersite è stato concepito da Joel Josephson per i bambini dell'asilo e della scuola elementare. Alcuni dei materiali offerti potrebbero anche essere utilizzati in lezioni di inglese alla scuola media: ci sono giochi, canzoni, storie interattive, e un motore di ricerca interno basato su una banca dati che permette di esplorare il sito secondo varie combinazioni di criteri. Occorre iscriversi per accedervi (misura di protezione dei giovani utenti), e l'iscrizione è riservata ai genitori, agli educatori e ai ricercatori, ma è gratuita. Nel sito di ADISISezione La tecnologia per migliorare la formazione: continua, a distanza, autonoma . In particolare, oltre ai già menzionati Siti segnalati da Bonnie Bracey,(per Bonnie Bracey, vedi sopra, "Giochi") Formazione e ICT: parliamone! Bonnie Bracey, sulla necessità di formare adeguatamente gli insegnanti all'utilizzazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Intervista sull'e-learning con la Dr. Sabine Seufert, dello SCIL dell'università di San Gallo. Presentazione dello SCIL (Swiss Centre for Innovations in Learning) e di elearning-reviews in italiano; testo tedesco originale dell'intervista rilasciata dalla Dr Seufert a Tam Tam (prima messa in onda lunedì 24 gennaio 2005; vedi anche la scheda della puntata). Plagio,
copyright, diritto d'autore: risorse. La gente non ha aspettato
l'internet per plagiare – cioè attribuirsi l'opera di
un'altra persona – ma la digitalizzazione delle opere e la loro
diffusione sull'internet ha reso il plagio molto più semplice:
basta il copia-incolla. Il plagio è un reato penale,
equiparato al furto.
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